Intervista a Dan Peterson

In occasione della serata di premiazione della dodicesima edizione del Premio Mediastars, abbiamo intervistato Dan Peterson su tematiche quali il team building e il coaching nello sport e nelle aziende.
Quali sono, secondo lei, i segreti per costruire un team di successo, sia nel mondo dello sport che per quanto riguarda il mondo della comunicazione d’azienda?
Penso che sia fondamentale la figura del coach. Per fare un esempio attuale, prendiamo il caso del mitico Phil Jackson che allena Los Angeles nell’NBA, e che si avvia verso le 200 vittorie in carriera nei playout. Lui sta per conquistare la finale con una squadra che secondo i pronostici di inizio anno non avrebbe neanche partecipato ai playoff. Il suo quintetto base è formato da alcuni giocatori che nessuno conosceva prima, e sta puntando più che altro su alcune personalità come Kobe Bryant e Paul Gasol. Jackson è un grande leader, ha un grande carisma, ha idee chiarissime, è un grande comunicatore. Essendo un ex allenatore, durante le telecronache presto attenzione a come lui si rivolge alla squadra, e le sue parole sono di una semplicità, di una chiarezza, che lasciano intravedere che lui è il centro della squadra. In un momento di difficoltà si è rivolto a Kobe Bryant durante un time-out dicendo: invece che forzare, lascia che la partita ti venga incontro, prendi quello che la partita riesce a darti. Sono parole dirette, sagge, semplici, perché è importante che i compagni lavorino per te, per essere una squadra. Il suo lavoro è quello di vendere il suo prodotto, il suo stile, convincendo i giocatori a comperare quello che l’allenatore vende, la sua mentalità, le sue indicazioni.
Avere talento non è più sufficiente nello sport. Ci sono squadre, come Denver in questo momento, che hanno molti giocatori forti ma non sempre è sufficiente, perché il coach è il perno di tutto. Anche nel lavoro, è la squadra che deve giocare la partita, ma è l’allenatore ad indirizzarla.
Data la sua esperienza, quali sono secondo lei le differenze più importanti tra l’Italia e gli Stati Uniti, nel settore della comunicazione pubblicitaria?
La grande forza degli italiani consiste nel fatto che sono geniali per natura. Se elenchiamo tutti gli artisti e i genii italiani nella storia, da Michelangelo a Leonardo, a Toscanini, non basterebbe un libro intero. L’italiano è geniale, creativo, estroso, e soprattutto abile nell’adattarsi. Riescono ad esprimersi sempre, in qualsiasi circostanza, nell’arte, nella musica. Non a caso molti palcoscenici importanti si trovano in Italia: la Scala a Milano e l’Arena a Verona. L’Italia deve quindi sfruttare questa grande capacità di “arrangiarsi”, nell’inventiva e nella creatività.
Per quanto riguarda la pubblicità ad esempio mia moglie, essendo italo-francese, quando andiamo negli Stati Uniti nota una differenza che consiste nell’umorismo: gli americani sono molto autoironici, si divertono nel fare pubblicità. In Italia tutto questo si nota più di rado, e attualmente uno di questi casi è quello di Mike Bongiorno e Fiorello, che si divertono e riescono a trasmettere questo loro modo di divertirsi.
Lei si divertiva quando faceva pubblicità?
Assolutamente, se non mi diverto preferisco non farle. Dopo di me la Lipton ha scelto Tom Selleck come nuovo testimonial, e lui non riuscendo a divertirsi non aveva abbastanza entusiasmo e cuore, mentre precedentemente era arrivata ad ottenere importanti sponsorizzazioni in diversi ambiti. Bisogna quindi cercare di indirizzare la pubblicità a seconda del pubblico, e il pubblico italiano è molto esigente. La mia pubblicità Lipton forse avrebbe funzionato solo in Italia, così è stato ed è bastato per far sì che entrasse nella storia. È importante adattare il messaggio al pubblico al quale è rivolto.
Per concludere, quali caratteristiche deve avere un coach per costruire un team davvero vincente?
Il coach deve saper creare un senso di squadra, limitando gli egoismi e sviluppando uno spirito di sacrificio. Bisogna saper aiutare il compagno o collega in difficoltà, senza avere paura di chiedere aiuto quando se ne ha il bisogno. Tutto questo è indispensabile per stabilire un rapporto di fiducia. La squadra deve essere unita, e ognuno deve essere consapevole di non lavorare per sé stesso ma per il risultato. Insomma, bisogna amare il proprio lavoro e amare la propria azienda, senza dimenticare di divertirsi.
Mancin Federico
1 comment Maggio 30, 2008

Sfruttare l’attualità per dare enfasi al prodotto. Questa è una delle possibilità che la pubblicità può sfruttare per rendere interessanti campagne che rischierebbero altrimenti di cadere nell’anonimato. L’esempio è dato dalla nuovissima campagna per le scarpe da calcio Lotto che mostrano un neoscudettato Julio Cruz orgoglioso di indossare scarpette “migliori” di quelle indossate da Materazzi l’11 Maggio a San Siro contro il Siena, per fallire il rigore.
Microsoft lancerà “Messenger Tv”, un servizio internet per integrare a “Windows Live Messenger” un canale televisivo. Il servizio sarà disponibile grazie all’accordo tra Microsoft, televisioni e numerose multinazionali come Mtv, Sony, Emi e Bbc.
